STORIA DI SALENTO
Il documento più antico che accenna al Comune di Salento è del 1043 chiamandolo “Sala”.
Altri nomi di Salento sono stati: “La Sala” “Sala dello Yoyo” “Sala lo Casale” “Sala di Gioi”.
Quest’ultimo nome fu in vigore fino al 1863 e, solo dopo tale data, questa località fu chiamata con l’attuale nome:Salento.
In epoche antiche, in questo paese si insediarono i Longobardi.
Con altri territori circostanti, Salento appartenne all’ospedale della SS Annunziata fino a quando quest’ultimo andò in fallimento e , per questo, dovette vendere tutto.
Tutto questo avveniva intorno al 1600.
Dopo questo periodo, Salento ebbe molti padroni, anzi, nell’ultimo periodo, e precisamente tra il 1767 e il 1805, era intestato addirittura a due padroni: all’Università di Sala e a Genaro Bammacaro.
Salento veniva chiamato “Sala lo Casale”per distinguerlo da “Sala la Terra” (l’odierna Sala Consilina).
Gli abitanti di Salento sono stati sempre in aumento fuorché nel periodo comprenso tra il 1648 e il 1669. Nel 1860 essi erano 1547
A produzione agricola del paese doveva essere abbastanza buona :infatti
gli atti di due notai di Salento, Cesare Scarpa e Rosario Palazzo, ci dicono che il 27/7/1835 si autorizzò che fosse tenuta una fiera l’ultima domenica di maggio e i due giorni seguenti.
Si suppone che da questo avvenimento i Salentini dovettero trarre notevoli vantaggi economici.
La chiesa di Salento era meta di numerosi pellegrinaggi perché conteneva l’immagine dell’Imacolata, nota nei dintorni come la
E proprio per questo Salento ebbe la prima chiesa della zona ella quale furono eretti altari di marmo.
+La tassa sul frumento nel 1810 era di un carlino a tomolo, mentre quella sugli animali era di un carlino per ogni bue adibito all’aratro due carlini per ogni bue o mucca tenuti in proprio, un carlino per un muloo asino e 5 grana “esclusi gli allievi” per ogni pecora, capra o maiale.
La tasa sul macinato era di un carlino a tomolo.
NOTIZIE TRATTE DA
“STORIE DI UN FEUDO DEL MEZZOGIORNO”
DI P. EBNER
DI P. EBNER